Zucchero: esce Black Cat Deluxe Edition

cover_black-cat-deluxe-edition_zucchero-sugar-fornaciari_bEsce domani, venerdì 25 novembre, Black Cat Deluxe Edition lo speciale cofanetto composto da 2 CD e 1 DVD che celebra il grande successo di Black Cat, l’ultimo disco di Zucchero “Sugar” Fornaciari. Disco tra l’altro da domani disponibile anche in Giappone!

 Il CD 1 di Black Cat Deluxe Edition contiene, oltre ai 12 brani di Black Cat, le 4 speciali Bonus track “Ti Voglio Sposare” (featuring Tomoyasu Hotei), “Hechos De Sueños” (featuring Alejandro Sanz)”, “Turn The World Down” e “Voices”, mentre nel CD 2, dal titolo “25.09.2016Black Cat Live from Verona”, sono racchiuse le registrazioni di tutte le canzoni dell’album eseguite dal vivo all’Arena di Verona durante i triofali “10 + 1 straordinari show” dello scorso settembre! Ma non è finita qui… infatti, oltre ai 2 CD, il cofanetto contiene il DVD “Black Cat Videos + EPK” composto non solo dai video dei singoli “Partigiano Reggiano”, “13 buone ragioni”, “Voci” e “Streets Of Surrender (S.O.S.)” ma anche dai video inediti di tutti gli altri brani contenuti nell’album, e uno speciale EPK in cui Zucchero racconta la genesi e la realizzazione del disco “Black Cat”!

 zucchero_-foto-di-meeno-20151220-_12a1982_bQuesta la tracklist di “BLACK CAT DELUXE EDITION”:  CD1 – “BLACK CAT- BONUS TRACKS”: “Partigiano Reggiano”, “13 Buone Ragioni”, “Ti Voglio Sposare”, “Ci Si Arrende” (featuring Mark Knopfler), “Ten More Days”, “L’ Anno Dell’ Amore”, “Hey Lord”, “Fatti Di Sogni”, “La Tortura Della Luna”, “Love Again”, “Terra Incognita”, “Voci”, “Streets Of Surrender (S.O.S.)” (featuring Mark Knopfler) + Bonus Track: “Ti Voglio Sposare” (featuring Tomoyasu Hotei), “Hechos De Sueños” (featuring Alejandro Sanz)”, “Turn The World Down” e “Voices”.

 CD2 – “25.09.2016-BLACK CAT LIVE FROM VERONA”: “Partigiano Reggiano”, “13 Buone Ragioni”, “Ti Voglio Sposare” (featuring Tomoyasu Hotei), “Ci Si Arrende”, “Ten More Days”, “L’ Anno Dell’ Amore”, “Hey Lord”, “Fatti Di Sogni”, “La Tortura Della Luna”, “Love Again”, “Terra Incognita” e “Voci”.

 DVD – “BLACK CAT VIDEOS + EPK”: “Partigiano Reggiano”, “13 Buone Ragioni”, “Ti Voglio Sposare” (featuring Tomoyasu Hotei), “Ci Si Arrende” (featuring Mark Knopfler), “Ten More Days”, “L’ Anno Dell’ Amore”, “Hey Lord”, “Fatti Di Sogni”, “La Tortura Della Luna”, “Love Again”, “Terra Incognita”, “Voci”, “Streets Of Surrender (S.O.S.)” (featuring Mark Knopfler), “Turn The World Down”, “Hechos De Sueños” (featuring Alejandro Sanz) + “BLACK CAT EPK”.

Intanto, è online il videoclip di Streets Of Surrender (S.O.S.), brano scritto a quattro mani da Zucchero e Bono con la partecipazione di Mark Knopfler alla chitarra e ispirato agli attentati che hanno colpito Parigi un anno fa.

GUARDA IL VIDEO DI STREETS OF SURRENDER (S.O.S.)

Zucchero: con Black Cat sono tornato al passato per andare verso il futuro

COVER_BLACK CAT_ZUCCHERO_bLo so, leggendo Black Cat, la maggior parte delle persone pensa al classico gatto nero,  quello che ti attraversa la strada e che per i più superstiziosi diventa un problema, ma quando ho scelto questo titolo non ho pensato a questo. Mi sono ispirato agli afroamericani per i quali il gatto nero, al contrario che da noi, è sempre indice di buon augurio.È anche un modo di dire per loro, tanto che si salutano dicendo “Hey cat, how are u?”È un saluto amichevole, confidenziale. Io ci ho aggiunto semplicemente il black, il nero…» Così esordisce Zucchero raccontando il suo nuovo album Black Cat, un album che definisce nero e ruvido. E continua “Non potevo non chiamarlo Black Cat capite? Il black indica la musica e tutti sanno che la black music mi  affascina da sempre ed è continuamente per me fonte di ispirazione e poi cat, gatto, perché questo disco come il gatto, è un po’ anarchico, selvatico. Il gatto è l’animale domestico che è rimasto più selvatico di tutti, non è come il cane. Il gatto si fa i cazzi suoi, entra esce, e viene da te quando vuole lui. È, semplicemente, libero. Infine le due parole Black e Cat hanno un suono insieme che mi è piaciuto sin da subito le vedo proprio in sintonia con l’album stesso.”

Ma che album è questo nuovo lavoro di Zucchero che arriva a sei anni di distanza da Chocabeck il suo ultimo album? È un album che  ci ha restituito forse l’anima originaria dell’artista, ricordandoci le sue radici, la sua forza, il suo istinto.
Nero e libero. E proprio il concetto di libertà è stato determinante per l’artista emiliano.
In questi sei anni ovviamente non sono stato con le mani in mano, tour progetti vari, e poi, ma per puro godimento personale, c’è stata l’avventura con la Session Cubana che mi ha dato tanto divertimento e soddisfazione.Quando ho cominciato a lavorare a questo album ho sentito un’esigenza: quella di essere libero, di voler essere più libero. Chi fa il mio mestiere spera sempre che il suo lavoro, le sue canzoni, il suo album, possano essere un successo, che possa arrivare il primo posto in classifica. E questo è innegabile. E datemi retta, quelli che dicono che non gliene frega niente delle vendite, delle classifiche, dicono delle gare balle altroché! .. Ad una certo punto ho pensato, ho cercato di ricordare, di com’ero quando ho fatto Oro Incenso & Birra,  com’era lo Zucchero di allora… E mi sono ricordato che, quando feci quell’album, in quel periodo,  ero carico a mille, venivo da una serie infinita di concerti con la band in giro per locali a suonare dovunque. Eravamo, diciamo, più ruspanti, genuini. Ero cosi carico che tutto sgorgava facile, quasi spontaneamente. Magari mi alzavo la mattina e che so,  dicevo “Ho bisogno d’amore per Dio, perché sennò sto male!” ed ecco che c’era la canzone. E allora non me ne fregava niente delle radio, o quanto l’album potesse incontrare i favori del pubblico e tantomeno delle classifiche. Anche alle 4 di mattina se avevo un’idea, una frase in testa, andavo in studio e buttavo giù una canzone, quello che mi veniva di pancia , istintivo, pensato poco. Un pianoforte una chitarra e via… Con Black Cat son voluto tornare a quel mood, ho cercato riscrivere musica fregandomene di quello che si sente in giro, perché la tentazione ce l’hai sempre, ho resistito mi sono mosso in modo più anarchico, indipendente. Alla fine ho scritto una quarantina di canzoni che poi ho scremato e ne ho scelte 12…”
 Da cosa è nata l’esigenza di tornare a scrivere canzoni, a fare un album?
È stato tutto molto naturale ma la spinta propulsiva me l’ha data il tour di 38 date fatto negli Stati Uniti del Sud. Ho fatto diversi concerti negli States e talvolta avevo toccato ma quasi di sfuggita la parte meridionale degli States invece in questo tour ho fatto una vera e propria full immersione. Ho suonato in città mitiche come Nashville, Lafayette, New Orleans. E mi sono come impregnato fino all’osso di blues. Ecco, terminato il tour, ho sentito questa esigenza: tornare a quel suono, a quell’atmosfera, a quelle sonorità. Volevo che in questo lavoro si respirasse un po’ l’atmosfera, per capirci, di Django Unchained, o 12 Anni schiavo…»
In questo album ti sei avvalso dell’opera di ben tre grandi produttori americani come Don Was, Brendan O’Brien, e T Bone Burnett…
Sì, l’ho fatto per arrivare ad avere quel suono. E forse è stato l’aspetto più complicato del tutto. Mi sono dovuto sbattere, volare continuamente tra Nashville, Los Angeles, New Orleans, Memphis. Dovevo cercare poi anche i musicisti giusti e sopratutto avere un suono che alla fine fosse omogeneo perché ogni produttore ha la sua cifra stilistica.
Il singolo che ha anticipato l’album, Partigiano Reggiano, sta andando fortissimo. Non hai temuto che qualcuno potesse sfruttarla politicamente?
Sinceramente quando ho scritto questa canzone non ho pensato a schieramenti più o meno politici ecc. Il brano è, anzitutto, un gioco di parole che mi piaceva molto. Poi io sono cresciuto in una terra che è stata terra d’elezione per i partigiani e il ricordo che ho da bambino è un ricordo di racconti della mia nonna e della mia gente. Mio zio prigioniero in Germania, mio padre sotto il fascismo. Il  partigiano, la figura del partigiano è per me la figura di un uomo buono, coraggioso, che lascia la sua casa per combattere contro la dittatura, contro l’oppressione, combattere per la libertà. E queste sono le mie radici. Poi certo lo so che i partigiani sono anche accusati e magari qualcuno di loro ha anche fatto cose esecrabili ma ricordo anche che quegli anni erano violentissimi, viverci non erano bruscolini, non era un film, era verità cruda violenta dura come solo la guerra è… facile parlare oggi.

GUARDA IL VIDEO DI PARTIGIANO REGGIANO

In Partigiano Reggiano c’è un termine, slempito, che ha incuriosito molto i tuoi fan e anche la stampa…
Ah sì slempìto (ride..) è un termine che usava un mio amico e sostanzialmente potrebbe significare diamoci una mossa, forza.. Diamoci uno slempito! In fondo Partigiano Reggiano vuole essere un invito anche ai giovani, a essere meno passivi, a combattere per qualcosa in cui credere o qualcosa che non va, come fecero i partigiani. Insomma mi piacerebbe che potesse accendere qualche scintilla di reazione. Sarebbe bello crescere tanti piccoli nuovi partigiani, non violenti certo, che lottano contro un’ingiustizia…
Il tuo album contiene anche delle collaborazioni molto prestigiose come quelle con Elvis Costello e Mark Knopler, 
Con Elvis Costello avevo già collaborato in passato e ormai mi sembra di rivedere un vecchio amico, mi trovo benissimo con lui. Con Mark volevo proprio il suono della sua chitarra nel brano Ci si arrende
E poi c’è la presenza di Bono con il brano Street of Surrender scritto dopo la strage al Bataclan a Parigi..                 Quella canzone è uscita fuori un po’ per volta. Tutto parte da quando andai a salutare Bono a un concerto a Torino. Andai nel camerino, ci abbracciammo e lui mi disse: “bene bene, cosi stasera sali sul palco e canterai I still haven’t found what I’m looking for con noi”. Io gli dissi che non me la sentivo, che non sapevo le parole e che poi così non mi sarei visto neanche il concerto… La sua risposta fu che di concerti ne avevo visti e ne avrei visto tanti. Insomma non volle sentire ragioni. Così salii sul palco solo che loro ad un certo punto della canzone scesero dal palco e se ne andarono ridendo, salutandomi e lasciandomi li da solo, come uno scemo a finire il loro brano!
E poi?
E poi ci ritrovammo dopo, Bono era felice come un bambino, si era divertito come un pazzo e anche gli altri ridevano per la faccia che avevo fatto quando se ne erano andati. Poi lui mi disse che mi doveva un favore e io prontamente gli diedi la musica di un possibile brano. Passarono due mesi. Niente, nessun segnale. Infine arriva Parigi, la strage al Bataclan e loro gli U2 costretti a sospendere il tour.  Rimasero in albergo mi sembra per quasi due giorni. Fu allora che mi chiamò Bono per dirmi che aveva la chiave giusta per quel brano. Insieme decidemmo di dedicare idealmente quella canzone non solo a quel che era successo al Bataclan ma a tutti gli episodi di follia criminale insensata, a tutti gli attentati che avevano causato la perdita di tante vite… e cosi nacque Streets of Surrender (S.O.S.).

Tracklist dell’album

  1. Partigiano reggiano
  2. 13 buone ragioni
  3. Ti voglio sposare
  4. Ci si arrende
  5.  Ten more days
  6. L’anno dell’amore
  7. Hey Lord
  8. Fatti di sogni
  9. La tortura della Luna
  10. Love again
  11. Terra incognita
  12. Voci
  13. Streets of Surrender (S.O.S.

Black Cat uscirà in tre versioni, una italiana, una internazionale e una per il mercato asiatico. Per la versione internazionale ci saranno la versione inglese di Love Again con Elvis Costello e poi una versione spagnola con Alejandro Sanz.  Mentre la versione asiatica avrà una versione particolare di Ti voglio sposare sulla quale Zucchero ha voluto soffermarsi. “Per la versione asiatica abbiamo scelto Ti voglio sposare  non a caso. in Giappone sta andando fortissimo un chitarrista che si chiama Hotei, è una star da quelle parti, che riempie gli stadi con le sue chitarre distorte e tiratissime. L’ho conosciuto e tra l’altro è anche molto simpatico. Ti voglio sposare è quella che si prestava di più ad esser suonata dalla sua chitarra”.

Va detto anche che Zucchero sarà tra i pochissimi italiani a fare un tour proprio in Giappone partendo da Tokio. Il tour legato al disco inizierà il prossimo 16 settembre con le ormai mitiche dieci date consecutive all’Arena di Verona per poi spostarsi in tutta Europa. Scorrendo l’elenco delle date spiccano indubbiamente le tre serate all’Olympia di Parigi, dove senza esagerare ormai Zucchero è di casa ma sopratutto le due serate consecutive alla Royal Albert Hall fatto molto raro per  un artista italiano.

Alfredo Verdicchio

Zucchero: Partigiano Reggiano, il nuovo singolo

COVER_BLACK CAT_ZUCCHERO_bOnline da oggi, venerdì 25 marzo, il video di Partigiano Reggiano, primo singolo estratto dal nuovo album di Zucchero Black Cat, in uscita il prossimo 29 aprile. Sempre da oggi, è in rotazione radiofonica nelle radio estere Voci, brano scelto come primo singolo per il mercato internazionale, ed è disponibile su iTunes e Amazon il preorder dell’album Black Cat. Chi acquista da iTunes ottiene subito come instant gratification i due singoli Partigiano Reggiano e Voci, chi acquista su Amazon può invece ordinare il disco in tre diversi formati: cd, vinile “standard” e vinile rosso limited edition.

GUARDA IL VIDEO DI PARTIGIANO REGGIANO

Tra i tanti motivi di interesse, l’album Black Cat è attesissimo per anche per due collaborazioni eccellenti: quella con Bono, che in seguito alla tragedia avvenuta al Bataclan di Parigi ha scritto con Zucchero il brano Streets Of Surrender (S.O.S.); e quella  con Mark Knopfler, che suona la sua chitarra sia nel brano Streets Of Surrender (S.O.S.) sia nel brano Ci si arrende.

ZUCCHERO-manifestoBlack Cat  verrà presentato live da Zucchero in anteprima mondiale all’Arena di Verona nei suoi unici 10 concerti in Italia (6, 17, 18, 20, 21, 23, 24, 25, 27 e 28 settembre) per tutto il 2016, prima tappa di un tour che impegnerà l’artista in tutto il mondo. RTL 102.5 è la radio media partner ufficiale dell’Arena di Verona – 10 show, evento organizzato da F&P Group.

Zucchero: mi regalo 10 volte l’Arena!

locandina zucchero Era da un po’ che ZUCCHERO mancava dalle scene. Adesso è tornato per annunciare in un incontro con la stampa uno straordinario evento che si terrà a settembre del prossimo anno. Un evento kolossal di quelli che segnano un anno intero. Un evento di quelli che un amante del rock blues potrà in futuro dire “Io c’ero”.

Zucchero “Sugar Fornaciari terrà 10 straordinari show  tutti all’Arena di Verona dal 16 al 28 settembre del 2016. Un’occasione per festeggiare così la sua carriera ripercorrendo i suoi successi e presentando “live” il suo nuovo album (la cui uscita è prevista per il maggio del 2016) per il quale proprio oggi è partito alla volta di New Orleans dove si chiuderà in studio per concretizzare in parole e musica la sua nuova ispirazione.

zucchero cappelloL’artista emiliano, durante l’incontro con la stampa,  sfoggia un cappello dei suoi (foto a sinistra) ma questo è un cappello davvero particolare… “È un cappello a cui tengo moltissimo, conferma lui. “A Los Angeles ho conosciuto un cappellaio ma lo definirei proprio un artista dei cappelli messicano. È talmente bravo che spesso prepara anche dei cappelli che vanno a finire in alcuni film di Hollywood. Ecco questo cappello viene dal film Gangs of New York. Non voleva venderlo alla fine l’ho convinto: gli ho comprato dieci cappelli!”

Come sarà questo nuovo album? Hai già qualche idea?

Non so ancora esattamente come sarà questo album, so quello che mi sento di “pancia” e ciòè che dovrà essere diverso dai precedenti, vorrei recuperare una sonorità più rude qualcosa, per intenderci, che mi riporti verso i lidi di Oro incenso e Birra ovvero gli inizi.  Del resto sono fatto così: non mi piace andare sul facile, mi piacciono le sfide, mettermi in gioco”.

Come questi dieci concerti tutti nello stesso posto all’Arena di Verona?

“Esatto! Proprio così! Riuscirò a riempire l’Arena tutte quelle sere? Spetterà a me far si che la gente abbia voglia di correre in massa a vedermi”.

Perché proprio Verona?

“Verona è una città alla quale sono particolarmente legato da tempo. L’Arena di Verona ad esempio mi ha ospitato per ben sette date tutte sold out del mio Chocabeck tour. E poi diciamoci la verità: è uno dei posti più belli al mondo. Sei lì su quel palco e ti senti come se fossi avvolto dalla musica e dalla gente. Ha la capienza giusta, l’acustica e la bellezza…”

Inevitabile nell’incontro con la stampa di Zucchero non parlare dei tragici fatti di Parigi. E Zucchero da artista è stato chiaro, molto chiaro..

“Mi hanno chiesto se io fossi stato in tour cosa avrei fatto. Se avessi continuato il tour oppure l’avrei interrotto. Lo dico senza incertezze: non avrei suonato. Al di là delle misure di sicurezza, bisogna anche avere uno stato d’animo predisposto per suonare, per condividere. No, non me la sarei sentita…

Ogni tappa del tour avrà un ospite speciale in modo tale da trasformare quella data ogni data in un evento unico e irripetibile.

“Ancora non so quali ospiti avrò accanto a me sul palco, dico davvero… Posso anticiparvi che ci saranno i miei amici, li conoscete tutti, Bono Vox ad esempio, magari Eric Clapton… per gli italiani ho qualche problema perché, non so quale ne sia il motivo, ma quando mi è capitato di proporre una partecipazione ad un mio concerto ad un artista italiano parte l’ansia… Ecco, gli artisti italiani vanno in sbattimento con l’esigenza di essere perfetti vogliono avere il tempo di provare e riprovare… Per i musicisti anglosassoni ad esempio è diverso. Vi faccio un esempio: di recente sono andato a Torino per salutare Bono Vox, quella sera c’era il concerto degli U2. Ricordo che erano più o meno le 19,30. Vado in camerino lo saluto. Ci abbracciamo, qualche battuta come sempre, poi lui mi guarda e mi fa: “ Mi è venuta un ‘idea!”  E io gli chiedo: “Quale?” e lui : “Sali sul palco con noi alla fine e canti con me I still haven’t found what I’m lookin for..” e io dico : “ok.. quando?”  E lui tranquillo come una Pasqua mi dice “ stasera, è ovvio!. Poi mi ha lasciato una chitarra  per provare il pezzo e mi ha salutato perché doveva fare le ultime cose con la band. L’abbiamo suonata ed è anche venuta bene. Comunque, se devo essere onesto, questa cosa dell’ansia degli artisti italiani non riguarda Jovanotti che quando è venuto sul palco con me non riuscivo più a farlo smettere  (ride..).»

Alfredo Verdicchio

INFO LIVE

Durante il periodo dei concerti di Zucchero, Verona si trasformerà in una sorta di Zucchero Town grazie ad alcune iniziative collaterali come ad esempio una mostra allestita nei pressi dell’Arena interamente dedicata a Zucchero, una retrospettiva per celebrare con immagini e parole una tra le carriere più fulgide della musica italiana. Una carriera unica suggellata da oltre 60 milioni di dischi venduti, trent’anni di successi dati esordi fino ai tempi attuali. Ma non finisce qui: contemporaneamente le vie del centro della città scaligera saranno animate da alcuni tra i migliori “artisti di strada” italiani che reinterpreteranno del canzoni del bluesman nostrano.

I dieci concerti di Zucchero si terranno esattamente il 16/17/18/20/21/23/24/25/27 e 28 settembre.

I biglietti sono già disponibili sui circuiti Ticktone e nelle prevendite abituali. Tutti coloro che acquisteranno un biglietto su www.ticketone.it entro il 31 dicembre 2015 riceveranno una Sugar Card, una card memorabilia che, oltre a valere come titolo d’ingresso al concerto, offrirà ai titolari l’opportunità di sconti sui viaggi, gli hotel, i ristoranti e le moltissime attrazioni offerte dalla città di Verona realizzando cosi un connubio tra musica e arte fortissimo.