Anthony Phillips: vittoria ai Prog Awards e new release

crtm9jdxeaareckAnthony Phillips aggiunge un nuovo tassello all’elenco delle sue fortunate re-releases e dopo la ripubblicazione di capolavori come The Geese and The Ghost e Wise After the Event, è ora la volta di Private Parts and Pieces V-VIII, un cofanetto deluxe composto da 5 Cds che partono dal quarto album della “collezione” PP&P pubblicato originariamente nel 1985. Il disco mette in primo piano il talento esecutivo del chitarrista britannico, ex membro fondatore del mitico gruppo rock Genesis, qui alle prese con la 12 corde, strumento nel quale si è concentrato divenendone un vero e proprio maestro. Con gli album successivi presenti in questa ristampa ad opera della Esoteric Records, Anthony ha sviluppato il concetto iniziale proponendo pezzi più articolati, nel suo tipico stile evocativo, ma sempre contrassegnati da grande attenzione negli arrangiamenti e nelle composizioni. Il tutto riproposto con un artwork modernizzato rispetto alle copie originali in vinile dell’epoca. Private Parts and Pieces V-VIII continua quindi il percorso delle re-releases di Anthony Phillips che recentemente gli hanno dato enormi soddisfazioni.

5f3abf10-1199-4b43-8b73-59a3a65e3516Lo scorso 1 settembre, infatti, Phillips si è visto consegnare a Londra il premio Gran Design Awards ai Progressive Rock Awards. La manifestazione, che ha avuto luogo al Globe Theatre organizzata dalla prestigiosa rivista Prog Magazine, ha premiato Anthony che si è imposto su colleghi molto stimati. Tra le nominations, infatti, figuravano gli ex Genesis Peter Gabriel con la sua Vinyl Reissues, Tony Banks con A chord Too Far e Steve Hackett con Premonitions-The Charisma Years. Una grande vittoria quindi per Anthony Phillips che con lo StormThorgeson Gran Awards ha visto riconosciuto insieme alla propria release un po’ tutto la propria carriera musicale iniziata proprio con i Genesis alla fine degli anni ’60 e proseguita fino ad oggi in una chiave di coerenza e di dedizione alla musica d’atmosfera che il pubblico e la critica hanno sempre accolto con apprezzamento. Da notare che i Progressive Rock Awards, che hanno presentato tra le altre la prestigiosa categoria The Chris Squire Virtuoso Awards dedicata al talentuoso ed indimenticato Chris Squire bassista degli Yes (con premio vinto da Jakko Jakszyk dei King Crimson), hanno raccolto il meglio della scena prog del mondo ospitando nomi storici di questo genere musicale come Jon Anderson degli Yes, i Van Der Graaf Generator, i King Crimson per l’appunto. Accanto a loro le cosiddette “giovani leve” come i Big Big Train, Porcupine Tree, Iamthemorning…”Aver ricevuto un premio così importante a questa manifestazione”, ha dichiarato Anthony Phillips, “mi ha reso molto orgoglioso perché proprio non mi aspettavo che tante persone votassero per me. E’ stato emozionante ritrovarsi circondati da tanti artisti di grande fama, alcuni dei quali stimo ed ammiro personalmente per la loro storia artistica come Jon Anderson, Peter Hammill e Nick Beggs. Ancora più bello è stato vedere che tutti erano così felici per la mia vittoria!”.

Anthony Phillips: dai Genesis al… 5.1 surround

Layout 1L’avventura di Anthony Phillips nel mondo della nuova tecnologia 5.1 surround sound continua nel migliore dei modi. Il bravissimo ed apprezzato chitarrista britannico, membro fondatore dei Genesis e mente musicale della band ai suoi esordi, ha infatti pubblicato da poco il suo secondo album solista, Wise after the Event, in versione 5.1. L’uscita segue quella di The Geese and the Ghost, l’album dell’esordio solista di Anthony, che in surround sound ha ottenuto ottimi consensi. Tra i programmi dell’artista c’è la pubblicazione di altri due album del suo repertorio in 5.1 surround sound: Sides, che uscirà il prossimo marzo, e 1984.

Anthony, sembra proprio che la tecnologia del 5.1 surround sound ti abbia conquistato….

In un certo senso è proprio così, d’altronde questo nuovo modo di mixare album usciti magari molti anni fa, come nel caso ad esempio di The Geese and the Ghost e di Wise After The Event, dà la possibilità di ascoltare musica ad un elevato livello qualitativo.

Il 5.1 surround sound è in grande espansione e sempre più artisti proprio come te ripropongono i loro successi in questa versione. Cosa ne pensi di questo fenomeno?

È un fatto positivo anche se non so fino a che punto questa nuova tecnologia si adatti al grande pubblico. Intanto bisogna considerare che non tutte le persone ascoltano musica in casa stando ferme in un punto e molti lo fanno in giro magari con gli auricolari. In questo caso i lati positivi del 5.1 vengono completamente annullati. Il surround sound è dedicato soprattutto a coloro che hanno una vera e propria passione per la musica e quando ascoltano un brano vogliono catturare ogni minimo dettaglio.

È stato difficile rimixare Wise after The Event in 5.1?

Registrare in 5.1 non è mai un processo semplicissimo anche se io ho la fortuna di avvalermi di un ingegnere del suono molto valido come Simon Heyworth. Soprattutto quando ci sono delle parti vocali, come nel caso di Wise ad esempio, bisogna stare attenti a non rendere la nuova registrazione troppo rarefatta.

Esoteric-Anthony-Phillips-DSC3418Dopo la pubblicazione di Wise After the Event 5.1 a che cosa lavorerai?

Sto scrivendo come sempre musica per la tv usando molto i sintetizzatori, poi ho un progetto orchestrale che uscirà tra breve e sto componendo ancora brani da film insieme ad Andrew Skeet. Quindi ho in programma di registrare dei brani con la cantante Lettie.

Quando componi dei nuovi pezzi lo fai preferibilmente con la chitarra o con il pianoforte?

Mi esprimo bene con entrambi gli strumenti e davvero sceglierne uno dei due è difficile. Tutto sommato direi che pur amando molto il piano quando ho un’ispirazione il primo strumento che prendo in mano è la chitarra.

Per concludere, un messaggio al tuo pubblico che ti segue sempre con molto affetto…

Thank you, grazie mille a tutti voi per seguirmi e per tenervi sempre informati su quello che faccio. So che non è facile e per questo vi devo ringraziare. E per quanto riguarda Wise After The Event 5. 1 se lo acquisterete spero avrete l’impressione di aver fatto una cosa giusta!

Anthony Phillips: The Geese & The Ghost in versione 5.1 surround

Esoteric-Anthony-Phillips-DSC3418ANTHONY PHILLIPS  pubblica The Geese & The Ghost, il suo primo cd solista uscito nel 1977 dopo la fuoriuscita dai Genesis, in versione 5.1 Surround. Non si tratta quindi di una semplice ristampa ma dell’opportunità di riascoltare i pezzi del disco, che all’epoca fu molto apprezzato dal grande pubblico, con un suono più moderno e cristallino. Tutto questo in un cofanetto che include i brani di The Geese & The Ghost più un cd2 con bonus tracks e un interessante cd/dvd. Il talentuoso chitarrista britannico, che dei Genesis è stato mente musicale nonché membro originario, ha voluto includere in The Geese & The Ghost anche un singolo da sottolineare: l’inedito Only your Love con Phil Collins nelle vesti di vocalist.

Anthony, a chi è venuta l’idea di proporre l’album The Geese & The Ghost in versione 5.1 surround?

Principalmente è scaturito tutto dal mio recente contratto con l’etichetta Esoteric Cherry Red. Loro volevano dare al pubblico un motivo in più per acquistare il cd, pubblicarne una nuova versione e abbiamo fatto ancora di più proponendolo in 5.1 Surround. Questa è la novità principale. Abbiamo quindi realizzato anche un extra-repackaging per il cd e incluso il brano Only your Love featuring Phil Collins. Ma ripeto, è il sound 5.1 Surround la vera rivoluzione in The Geese & The Ghost.

GeeseÈ stato difficile realizzare questo disco?

Da un certo punto di vista è stato un duro lavoro. Ci sono dischi più facili da re-masterizzare in 5.1, molto dipende da come sono stati registrati originariamente ma The Geese & The Ghost ha fatto  sudare molto l’ingegnere del suono che comunque è riuscito a fare un ottimo lavoro. C’erano tante “informazioni” da editare, di sicuro è stato più complesso di quando, ad esempio, devi fare il remaster di un album strumentale.

Come hai scelto i brani da inserire nel cd2, quello delle bonus tracks?

Già il fatto di avere dei pezzi pubblicati con il suono 5.1 ha reso il cd in un certo senso nuovo. Abbiamo lavorato sui brani originali quindi sulle B Sides e in particolare su Only Your Love quella cantata da Phil Collins. Abbiamo subito intuito che il pubblico avrebbe voluto ascoltare quel pezzo e che l’avrebbe subito amato.

Pensi che The Geese & The Ghost 5.1 sia riuscito a ricreare l’atmosfera dell’album originale?

È difficile a dirsi ma spero di sì. Il nostro scopo era quello di riproporre determinati pezzi con un suono più chiaro, limpido, ma che non si discostasse troppo da quello dell’epoca. Il rischio del surround infatti è proprio questo: bisogna stare attenti a non creare un suono troppo chiaro, artificiale. Ma con The Geese & The Ghost pensiamo di aver fatto un ottimo lavoro.

In generale sei dell’opinione che la moderna tecnologia possa essere un utile elemento per fare della buona musica?

Sì e no, si tratta di guardare entrambi i lati della medaglia. Da una parte sì, perchè i mezzi oggi a disposizione permettono a chiunque di poter fare della musica anche senza avere tantissimo denaro a disposizione. Questo ha reso tutti liberi dalle imposizioni delle etichette discografiche. Loro dettavano legge dicendoti quello che dovevi e non dovevi fare e limitando così la tua libertà creativa. Se volevi fare un disco dovevi sempre accettare qualche specie di compromesso. Il lato negativo è che la tecnologia rende tutto troppo facile e anche scontato. Voglio dire, ci sono dei programmi dove puoi trovare centinaia di suoni, quindi creare qualcosa di originale, che non somigli a qualche altra cosa, non è facile. In questo modo il tuo apporto creativo spesso viene a mancare mentre io penso che non ci si possa fidare di samples messi lì da altri e che si debba rimboccarsi le maniche per comporre del materiale non copiato o sentito già in giro.

Poi c’è il discorso della musica on line, anche questa frutto della modernità...

Esatto e qui i mezzi moderni non hanno aiutato gli artisti, anzi. Proprio l’altro giorno leggevo un interessante articolo “di denuncia” da parte di Roger Waters dei Pink Floyd riguardo la musica on line e in particolare siti come Spotify. È una cosa pericolosa perché attraverso questi siti si abitua il pubblico ad avere la musica praticamente gratis. I musicisti vengono pagati pochissimo e sfruttati, e non è giusto.

Cosa ne pensi, invece, dell’uso dei moderni strumenti elettronici per incidere dischi?

Se parliamo di sintetizzatori, ad esempio, non ho proprio niente contro, anzi. Possono essere utilissimi. In America ci sono strumenti virtuali fantastici, con milioni di suoni. È chiaro, però, che non puoi lavorare soltanto con quelli. Io, ad esempio, continuo a comporre nel modo tradizionale, con chitarra e pianoforte. Credo che un buon mix tra tradizionale e moderno sia la scelta migliore.

Quali sono i tuoi futuri progetti?

Quest’anno sarò impegnato principalmente nelle re-releases, infatti il prossimo passo sarà ripubblicare Private Parts & Pieces IV con un extra cd ed anche con un artwork migliore dell’originale. Nello stesso tempo continuerò a lavorare sulla library, a comporre musica per la televisione e poi a supervisionare il mio repertorio. C’è quindi la richiesta da parte della casa discografica affinché io realizzi un disco di canzoni inedite, qualcosa tipo Sides del ’79. È una vecchia storia, lo so, ma per qualche motivo non sembra ci sia mai abbastanza tempo per poterci lavorare sopra ed io non posso permettermi di trascurare altri impegni presi in precedenza. Prima o poi  di certo mi metterò a lavorare su questo progetto, ma comunque non per ora.