Paola Turci: Io Sono, il nuovo album

Cover Turci_Io sonoQuesto disco nasce da una necessità: ripercorrere, giunta all’età di cinquant’anni, il mio itinerario artistico attraverso una mirata e personale selezione di brani che ne hanno segnato le tappe principali. L’ho immaginato, sin dal primo momento, come un lavoro unitario, un’opera antologica riassunta in dodici canzoni (alcune note, altre meno) e che trova in tre inediti l’ideale compimento. I brani scelti rappresentano per me, nella loro diversità, i momenti più significativi della mia attività artistica, ormai quasi trentennale“. Così PAOLA TURCI presenta il suo album Io Sono, che esce oggi, martedì 21 aprile.

12 canzoni del passato completamente riviste in un’inedita veste acustico-elettronica a 3 brani inediti: Io sono, Questa non è una canzone e Quante vite viviamo.

La produzione artistica del disco è stata affidata a Federico Dragogna (chitarrista e produttore di Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica, Iori’s Eyes). “Ho trovato in Federico Dragogna – racconta ancora Paola Turci – un collaboratore giovane ed entusiasta, capace di immergersi totalmente nelle mie canzoni e di metterne a nudo l’anima, allontanando per un attimo tutto il resto. E in quell’attimo, con lo sguardo dritto sulle sole note, siamo riusciti a comporle intorno un nuovo mondo, appoggiando nuovi ritmi, nuovi accordi, esplorando nuove possibilità e assicurandoci, un pezzo dopo l’altro, che quest’opera fosse non solo solida, ma esprimesse anche una varietà fatta di armonia”.

Paola Turci presenterà il suo album negli store delle principali città italiane: il 20 aprile a Milano (Feltrinelli piazza Piemonte 2 – h.18.30); il 21 aprile a Torino (Feltrinelli Stazione Porta Nuova h.18.30), il 22 aprile a Bologna (Feltrinelli piazza Ravegnana h.18.30); il 24 Aprile a Roma (Discoteca Laziale Via Giolitti 263h.17.00); il 27 aprile a Napoli (Feltrinelli piazza dei Martiri h. 18.30); il 28 aprile a Verona (Feltrinelli di via Quattro Spade 2h. 18.30); il 29 aprile a Padova (Feltrinelli di via San Francesco 7 h. 18.30); il 4 maggio a Firenze (Feltrinelli RED di piazza della Repubblica h.18.30) ; il 7 maggio a Varese (Casa Del disco Piazza Podestà, h.18.00); l8 maggio a Bassano – (Mediaworld Via Capitelvecchio, 88/90 c/o Grifone Shooping center h. 17.30); il 10 maggio a Rimini (Mediaworld – Piazza Colombo, 3 c/o Centro Commerciale Romagna shooping Valley h. 17.30).

All’uscita dell’album seguirà un tour organizzato dall’agenzia Barley Arts, le cui date saranno comunicate prossimamente

Bruce Springsteen: 40 anni di Born to Run

Springsteen_Live in NY 2000In the day we sweat it out in the streets of a runaway American dream… Inizia così uno dei capolavori di BRUCE SPRINGSTEEN, quella Born To Run (GUARDA IL VIDEO) che lo lanciò come rockstar planetaria. 40 anni dopo quella fantastica canzone, contenuta nell’album omonimo (il suo terzo, del 1975) Bruce è ancora ben lontano dall’appendere la chitarra al chiodo. Anzi, dando retta alla fuga di notizia delle ultime ore, sembra che la Sony abbia deciso di puntare su di lui fino al 2027. Un po’ difficile immaginare il boss a 78 anni ancora sul palco, ma si sa, il rock mantiene giovani. E Bruce è nato per correre!

BORN TO RUN: LE TRACCE

Lato A

  1. Thunder Road
  2. Tenth Avenue Freeze Out
  3. Night
  4. Backstreets

Lato B

  1. Born to Run
  2. She’s the One
  3. Meeting Across the River
  4. Jungleland

Emerson, Lake & Palmer: ritorna il leggendario Trilogy

Cover TrilogyEra il 6 luglio del 1972 quando uno dei gruppi di progressive rock più famosi dell’epoca, EMERSON LAKE & PALMER pubblicò Trilogy il loro quarto album che, a detta dei più segnò il punto più alto della loro produzione musicale. Il gruppo, formatosi appena due anni prima, si era imposto in un attimo all’attenzione mondiale. All’attivo aveva già tre album: Emerson Lake & Palmer, Tarkus, e Pictures at an Exhibition.Una carriera per i tre straordinari musicisti che si era rivelata tutta in discesa dopo la loro memorabile esibizione al Festival dell’isola di Wight alla quale era seguito il primo vinile.

Trilogy arriva come l’acme della loro produzione. Una sorta di picco che tutti gli artisti nella loro carriera toccano, una specie di punto di non ritorno.

Inutile dire che sin dal suo esordio, prese d’assalto le charts mondiali piazzandosi subito al numero due in Inghilterra e al quinto posto nel regno Unito. Tanto per fare un esempio dei loro competitor nelle classifiche, ricordiamo qualche nome: i Jethro Tull con Thick as Brick, i Rolling Stones con Exil on Main St. ed Elton John con Goodbye Yellow Brick Road.

Tutto questo per dirvi che la Sony Music e Legacy Recording hanno annunciato l’uscita, prevista per il prossimo 28 aprile di Trilogy in versione rimasterizzata e deluxe.

Un vero e proprio evento per gli appassionati del celebre trio. La nuova edizione deluxe, composta da tre cd, può vantare tutti i vantaggi tecnologici nella riproduzione del suono mai cosi fedele e limpido.

Tre cd da collezionare

Il primo cd ha nove brani originali, mentre il secondo, che include nuovi mix stereo ha una chicca: una versione inedita di From The Beginning. Infine il terzo offre un sound mix 5.1 di Jakko Jakszyk (King Crimson).

digi_innerpanelLe dichiarazioni di Emerson, Lake & Palmer sulla nuova uscita di Trilogy

Se fossi stato costretto a scegliere un album tra quelli che abbiamo fatto- ha dichiarato Greg Lake la mia scelta con ogni probabilità sarebbe caduta su Trilogy. Questo album fu realizzato quando l’ispirazione e la motivazione della band erano ai massimi e, al contempo, quando ormai eravamo già stati abbastanza insieme da sviluppare una nostra precisa identità musicale.”

Carl Palmer dal canto suo rafforza il concetto di Lake:Volevamo realizzare un album che fosse il migliore possibile. L’eccitazione, l’adrenalina in studio si toccavano con mano. Personalmente ho un ricordo straordinario della lavorazione di Trilogy. Era un periodo memorabile della mia carriera e sono sicuro che questo vale per chiunque fosse stato coinconvolto nella sua lavorazione

In effetti, continua Keith Emerson, era un periodo di grandi sperimentazioni, e noi eravamo come affascinati rapiti della strada che stavamo prendendo non sapevamo dove saremmo arrivati ma era un avventura esaltante.

L’album, per concludere, fu prodotto da Greg Lake e la copertina fu opera del leggendario studio Hipgnosis.

Fronte del Palco: le nozze d’argento del tour che ha fatto la storia

Il 1990, precisamente il 3 gennaio, si apre con l’arresto dell’ex dittatore di Panama Manuel Noriega. Lo arrestano, pensa un po’ i casi della vita, gli americani, gli stessi che per anni se l’erano tenuti a libro paga (la Cia, nella fattispecie).  In Italia, sempre nel 1990, i boss della banda della Magliana vengono ammazzati in pieno giorno (Enrico De Pedis, a via del Pellegrino, Roma), i vecchi partiti si rifanno il look (il partito comunista, per volontà di Achille Occhetto), gli appassionati di cinema gioiscono con Giuseppe Tornatore che porta a casa l’Oscar con Nuovo cinema paradiso e i tifosi di calcio vivono un vero e proprio dramma sportivo quando, nei mondiali di casa, l’Argentina di Maradona butta fuori la Nazionale a un passo dalla finale.

Vasco sul palco durante i concerti di Fronte del Palco

Vasco sul palco durante i concerti di Fronte del Palco

Ma il 1990 per chi vive e racconta la musica è soprattutto un anno storico per la musica live italiana. In quell’anno infatti VASCO ROSSI da Zocca decide di alzare l’asticella. I palasport, piccoli e spesso dall’acustica pessima, non gli bastano più e per il suo Fronte del Palco prenota due stadi: il Flaminio di Roma e San Siro di Milano. Sembra un azzardo anche al più convinto dei suoi fan, e probabilmente lo è. Anche perché, negli stessi giorni, sbarca in Italia il Blond Ambition Tour di Madonna e il tour dei tritaincassi Rolling Stones. Partono le prevendite e, sorpresa: Vasco fa rapidamente l’esaurito in tutti e due gli stadi, Madonna arranca.

Tanto che, alla fine dei giochi, La Notte, un quotidiano, titolerà a nove colonne: Vasco Rossi ha ucciso Madonna!VASCO MADONNA

Non solo: i Rolling Stones, forse spaventati dall’andamento lento della loro prevendita, chiederanno a Vasco di aprire il loro concerto o comunque di partecipare in qualche modo al loro live. Proposta frettolosa e fuori tempo massimo, che il Blasco, pur dicendosi lusingato, rispedirà al mittente. C’è da dire, tra sussulti d’orgoglio dei suoi fan.

I concerti, furono qualcosa di straordianrio. A cominciare dal biglietto. Quasi una reliquia, con tanto di foto live di Vasco.

Biglietto originale Fronte del Palco

Biglietto originale Fronte del Palco

File interminabili per conquistarselo (ticketone era ancora lontana…), stringerlo tra le mani, metterlo al sicuro e andare a controllare, un giorno sì e l’altro pure, che non sparisse per chissà quale maleficio…

E poi, il giorno del concerto. Quell’attesa interminabile ma piena d’emozione fuori dallo stadio, la corsa per arrivare più possibile vicino al palco (niente aree “gold”, nel 1990…). E lo spettacolo: produzione faraonica, palco e luci da vero e proprio rock’n’ roll show americano, band affiatatissima, scaletta infinita che alternava (costante di Vasco) pezzi tiratissimi a ballate strappa accendini (le lucine artificiali dei cellulari arriveranno anni dopo…).

Il cielo lasciamolo ai passeri… noi stiamo con i piedi per terra: questo l’urlo di Diego Spagnoli a introdurre Vasco, quasi sputato fuori dalla terra sulle note di Muoviti.

Guardami, credi che sia tutta rose e viole questa vita mia… Guardami, credi che sia una favola la più bella che ci sia…“.

 

Un concerto rock con tutti i crismi, uno spettacolo che marchierà indelebilmente migliaia di cuori. Uno di quegli eventi che, a distanza di anni, ti faranno dire: Io c’ero!

C’è da aggiungere che quei due concerti avrebbero potuto appagare chiunque, ma non Vasco. Che oggi, 25 anni e tanti live straordinari dopo (due su tutti: Rock Sotto l’Assedio e Imola) è ancora in pista, pronto a partire per il suo Live Kom 2015.

E a distanza di tanti anni, molti di quelli che erano su quel fronte del palco saranno ancora lì, magari un po’ più distanti dalle prime file (largo ai giovani…) ma sempre pronti a condividere un evento che non smette di emozionare e unire.  Perché è vero: it’s only rock’n’ roll ma, alla fine dei giochi, su quel palco passa una buona parte della vita di tanti di noi. E se qualcuno ce la racconta sotto forma di canzoni in un paio d’ore, non possiamo non essere lì a godercela.

di Angelo Gregoris

FRONTE DEL PALCO LIVE 1990

La band

Andrea Braido (chitarra)

Davide Devoti (chitarra)

Alberto Rocchetti (tastiere)

Daniele Tedeschi (batteria)

Andrea Innesto (Sax)

Paul Martinez (basso)

Di Fronte del Palco 1990 è disponibile un dvd.

Green Day: entriamo nel museo del rock

Green_DayChissà se come Sweet Children sarebbero mai arrivati alla Rock and Roll Hall of Fame,… Certo, non è per il nome che una band raggiunge i suoi traguardi, ma quando nel 1989 Billie Joe Armstrong e soci decidono di smettere di essere dei dolci bambini per diventare quei cattivi ragazzi dei GREEN DAY, beh, forse un piccolo passo verso Cleeveland, sede del prestigioso museo del rock, magari cominciano a farlo.

E oggi, esattamente il prossimo 18 aprile, i Green Day faranno finalmente ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame. E anche se il museo ha perso molto del suo appeal a causa di alcune scelte obiettivamente discutibili (Madonna e Abba, per citarne due, c’entrano poco con il rock eppure sono lì), questo riconoscimento, a 25 anni dall’uscita del primo album della band, è un passaggio importante per i Green Day (fermi discograficamente alla raccolta Demolicious del 2014) che speriamo possa dare nuovo impulso a una delle punk rock band più influenti degli ultimi 20 anni. Per festeggiare, gustiamoci il video di American Idiot.

MUMFORD & SONS: sbocciamo a maggio

Mumford & Sons_Wilder Mind_2_foto di James-MinchinÈ uscito ieri, a colmare un’attesa diventata ormai spasmodica per le loro migliaia di fans, Believe, il primo singolo estratto dal nuovo album Wilder Mind dei MUMFORD & SONS la cui uscita, come da loro annunciato, è prevista per il prossimo 5 maggio. Un silenzio durato tre anni dal loro ultimo lavoro Babel pubblicato nel 2012.

C’è molta curiosità su Wilder Mind che si preannuncia molto diverso dagli album pubblicati fino ad ora. Questo è stato registrato agli Air Studios di Londra e vanta la produzione di James Ford (Artyic Monkeys, HAIM, Florence + The Machine). La band per l’occasione ha fatto una sorta di tuffo nel passato tornando a scrivere e registrare negli Eastcote Studios di Londra dove è nato Sigh No More il loro primo album.

Un album con nuove sonorità

Fin da subito, dopo le prime sessioni a New York e Londra gli artisti hanno mostrato un diverso approccio anche nei confronti delle atmosfere nuove dinamiche, nuove sensazioni. Come accade in questi casi, tutto è stato spontaneo, naturale come conferma Ben Lovett: “È stata una cosa tipo: qualcuno comincia a suonare una chitarra elettrica. Qualcun altro alla batteria lo accompagna e poi a quel punto si aggiunge anche un synth o un organo. Abbiamo scelto strumenti compatibili che stanno bene tra loro senza cercare di cambiare a tutti costi. Credo che ognuno di noi avesse voglia comunque di fare qualcosa di diverso. Di nuovo. Il nostro modo di scrivere non è cambiato così totalmente diciamo che era preponderante la voglia di cambiamento e poi ci siamo semplicemente innamorati della batteria! Insomma- conclude Marcus Mumford è stato uno sviluppo non un distacco!”

 MUMFORD & SONS_cover album_WILDER MIND_mLA TRACKLIST DELL’ALBUM

Tompkins Square Park; Believe; The Wolf; Wilder Mind; Just Smoke; Monster; Snake Eyes; Broad-Shouldered Beasts; Cold Arms; Ditmas; Only Love; Hot Gates.

 

DATE ITALIANE DEL TOUR

Di recente i Mumford & Sons sono stati gli headliner a Reading & Leeds, Bonaroo, Open’er, Bilbao BBK Live, Nos Alive, e Squamish Festival e attualmente stanno preparando il loro nuovo tour il Gentlemen of the Road Stopovers 2015. In Italia l’arrivo della band è previsto per tre appuntamenti: il 29 giugno all’Arena di Verona, il 30 giugno alla manifestazione Rock in Roma e il primo luglio a Pistoia Blues

Rino Gaetano: Il cielo è sempre più blu, 40 anni dopo

rino gaetanoChissà se anche lui, come farà Francesco De Gregori per festeggiare Rimmel, avrebbe dedicato ai 40 anni di una delle sue canzoni più celebri, Ma il cielo è sempre più blu (1975), una bella festa sul palco. Forse sì, perché RINO GAETANO viveva per la musica ma soprattutto viveva per il pubblico. Un pubblico che quell’anno cantava la sua canzone ma, come ricordava lo stesso Rino in un’intervista a Ciao 2001, in alcuni casi non sapeva nemmeno chi fosse l’autore di quella canzone. Perché la notorietà, il grande successo, la popolarità sarebbero arrivati anni dopo.

Ma il cielo è sempre più blu raccontava storie di perdenti, di persone che muoiono sul posto di lavoro, di gente che vive in baracca, che si suda il salario in contrapposizione a quelli che rubano pensioni e cambiano la barca, felici e contenti. “Ci sono immagini tristi o inutili – raccontava ancora Rino al giornalista di Ciao 2001 – ma mai liete, in quanto ho voluto sottolineare che al giorno d’oggi di cose allegre ce ne sono poche ed è per questo che io prendo in considerazione chi muore al lavoro, chi vuole l’aumento. Anche il verso «chi gioca a Sanremo» è triste e negativo, perché chi gioca a Sanremo non pensa a chi «vive in baracca»”.

Come tante canzoni scritte da Rino anche questa non è mai passata di moda. Perché quello che scriveva Rino precorreva i tempi. Ecco perché, a distanza di anni dalla sua morte (1981) siamo ancora qui a cantare le sue canzoni. E a ricordarlo. In questo caso, proponendo il video di una sua apparizione televisiva, in cui esegue appunto la sua Ma il cielo è sempre più blu.

James Bay: il primo disco, Chaos and the Calm

Cover album Chaos and the Calm

Cover album Chaos and the Calm

Di lui, il Times ha scritto: “Ha il giusto mix di immediatezza e profondità per diventare un grande artista”. Ed effettivamente in pochi mesi JAMES BAY , cantautore e chitarrista inglese di soli 24 anni, ha conquistato tutti grazie a un singolo, Hold back the river, che ha scalato in fretta le classifiche mondiali. Ora è il momento del suo primo disco, Chaos and the Calm.

La storia di questo ragazzo cresciuto a Hitchin, nell’Hertfordshire (Inghilterra), è da raccontare. Tanto per cominciare, Hitchin, la sua città, è la sede storica del Rhythms of the worlds festival, evento che si tiene ogni anno, a luglio, e che richiama migliaia di appassionati di musica da tutta l’Inghilterra. Ovvio che James crescesse con una passione sconfinata per le sette note. In particolare per uno strumento, la chitarra. Ce n’è una nell’armadio del padre, vecchia, impolverata e ovviamente scordata, ma per un bambino di 11 anni, non è questo il problema. “L’avevo vista due o tre volte nella mia vita e in quel momento ho deciso di prenderla. Ho aperto l’armadio e mi sono accorto che aveva cinque corde arrugginite, ma mi sono seduto con questa in braccio e la sensazione di tenerla era la cosa migliore del mondo“, ha raccontato James. “Mi sembrava fottutamente cool“.

Sistemata con l’aiuto del padre la chitarra e prese poche lezioni per cominciare a strimpellarla, James comminai a suonare in band formate da amici e  parenti. La provincia comincia ad andargli stretta e, a 18 anni, decide di trasferirsi a Londra.  Nell’estate del 2013, il colpo della vita: viene scelto per fare da supporter ai Rolling Stone nel loro concerto ad Hyde Park!

Ma si sa, in tempi come questi nulla può più di un video caricato su YouTube. E il suo, registrato e caricato da uno spettatore colpito dalla sua bravura durante uno show in un pub, fa il giro del mondo e approda sul computer di un pezzo grosso della Republic Records, etichetta di New York. Tempo una settimana e James firma il suo primo contratto. Quasi un anno dopo, dopo gli EP The Dark of The Morning del 2013 e Let It Go del 2014, Bay pubblica un nuovo Ep Hold Back the River Bay, registrato nei prestigiosi Blackbird Studios di Nashville con l’aiuto di Jacquire King (collaboratore di lunga data dei Kings of Leon e ingegnere del suono di Tom Waits). Quest’anno la definitiva consacrazione ai Brits dove Bay ha ricevuto il premio Critics’ Choice Award, assegnato annualmente dai critici inglesi alla più grande promessa dell’anno.

In attesa di scoprire come il pubblico italiano accoglierà il suo primo album, il singolo è già andato più che bene dato che è stato certificato ORO per le vendite ed è tutt’ora stabile nella Top10 di iTunes, nella Top10 dei brani più programmati dalle radio italiane e nella Top20 dei singoli più venduti nel nostro paese. Ad accompagnare la canzone un video già visto oltre 13 milioni di volte. (guarda)

Van Morrison: Duets: Re-Working The Catalogue, il nuovo album

Van Morrison bassaArriva un punto nella carriera di un artista in cui si sente il bisogno di fare un bilancio della propria attività, tracciare dei confini, guardarsi indietro per poi andare avanti. E’ quello che ha fatto il grande VAN MORRISON, 70 anni il prossimo 31 agosto, con Duets: Re-Working The Catalogue, appena pubblicato. È il suo 35° album in studio ed è stata l’occasione per l’artista irlandese di ripercorrere la sua carriera insieme ad alcuni amici. “Ho già fatto duetti con John Lee Hooke, Tom Jones e Ray Charles ma questo progetto – ha spiegato Van Morrison – non è nato solo dalla voglia di divertirmi a cantare insieme ad artisti che ammiro, ma anche dal desiderio di rivisitare canzoni che non sono molto conosciute. Volevo fare un disco come questo fin dal 2000 ma era difficile mettere insieme le persone giuste. Bisognava curare sia la parte creativa che quella logistica.

Un grande Dream Team

Con lui in questa sorta di viaggio durato più di un anno, un gruppo di artisti straordinari. Una sorta di dream team che va da Joss Stone che interpreta Wild Honey, ai rocker anni ’60 come P.J.Proby o Michael Bublè in Real Real Gone. Ma anche George Benson, la leggenda del jazz R&B, Marvin Staples, Gregory Porter che rievoca l’immenso Count Basie, Natalie Cole e, ancora, Mark Knopfler e Mick Hucknall, Steve Winwood, Chris Farlowe e Clare Teal, e Shana Morrison figlia di Van Morrison, che duetta con suo padre. Un mix che rappresenta anche la capacità di aver saputo creare una sorta di ponte ideale tra generazioni.

Van Morrison-Duets_ coverUna sfida vinta

Un progetto che si è trasformato poi in una grande sfida questo Duets: Re-Working The Catalogue come conferma lo stesso cantautore polistrumentista irlandese: “È stato molto difficile. Non è difficile soltanto scegliere gli artisti perché ce ne sono tanti ma anche scegliere le canzoni. Siamo partiti da un repertorio di oltre 350 brani. In genere non amo tornare su materiale vecchio, a meno che non voglia rifarlo oppure fare un arrangiamento diverso, nuovo. Ho potuto contare comunque sugli artisti che hanno collaborato con me sulla loro grande professionalità. Anche loro come me ci sono passati tante volte. Scelgono la canzone e via. Senza esitazioni. Non c’è meditazione. È  la differenza che sta tra l’approccio jazz o R&B rispetto a quello rock”.

 

 

 

 

Snoop Dogg: arriva BUSH (in collaborazione con Pharrell Williams)

SnoopPrendi una superstar icona dell’enterteinment e dello show business come Snoop Dogg poi metti come produttore un altro astro come Pharrell Williams ed ecco un album, BUSH, la cui uscita è prevista per il 12 maggio, su cui è facile scommettere per un sicuro trionfo.

Premiata ditta Snoop Dogg e Williams

Calvin Cordozar jr, meglio conosciuto con i nomi d’arte Snoop Doggy Dogg, Snoop Lion, Snoozilla e Snoop Dogg è un rapper attore e produttore discografico, che ha venduto finora più di 35 milioni di album in tutto il mondo e dominato le hit per oltre un ventennio. E’ amico di vecchia data di Pharrell Williams. Il disco arriva a celebrare in modo completo questo sodalizio artistico dopo diverse collaborazioni di successo iniziate oltre 10 anni fa. Bush rappresenta anche il loro progetto per riportare una scossa, un “vibe” nuovo nella musica odierna rivolto al futuro.

Un bagliore funkadelico

Funk retro futuristico con piacevole mix di R&B e pop, Non a caso Snoop parlando di questo lavoro dice che risplende di un “bagliore funkadelico” completamente diverso da tutti i lavori che io e Pharrell abbiamo fatto fino ad oggi.Un mix vincente per la sonorità ma anche per la combinazione di una produzione frizzante come quella di Pharrell Williams e la voce morbida di Snoop più varie collaborazioni a sorpresa hanno fatto dichiarare all’autore di Happy, nel corso di un’intervista ad una radio di Los Angeles, l’album di Snoop è migliore del mio

Anteprima video

In anteprima su Vevo da qualche giorno il video del primo singolo di Bush, Peaches and Cream feat.Charlie WilsonIl video, diretto da Aramis Israele e Hannah Lux Davis, è ambientato in un universo psichedelico, tra immagini e le allucinazioni due camei di assoluto rilievo, Charlie Wilson e Pharrell Williams.