The Doors: esce il dvd Live At The Isle Of Wight Festival 1970

The Last Great Festival: così verrà definito il Festival all’Isola di Wight. Quel giorno 600 anime avevano già assistito alle performance di artisti come Jimi Hendrix, The Who, Miles Davis e Joni Mitchell. I Doors salirono sul palco alle 2 del mattino mostrando ancora una volta al pubblico di riuscire a creare un’atmosfera unica grazie alla forza e alla magia della loro musica. “Suonammo con una furia controllata e Jim era in perfetta forma” dichiarò poi l’organista dei Doors Ray Manzarek.

Meno di un anno dopo i Doors non esistevano più. Live At The Isle Of Wight Festival 1970, disponibile in CD+DVD, DVD, Blu-ray e Digital Video dal 23 Febbraio 2018, è la testimonianza, per la prima volta, dell’ultimo concerto filmato dei Doors. Il concerto è stato completamente remixato e restaurato grazie all’uso della tecnologia più avanzata, con largo uso delle tecniche di grain-reduction e color-correction per migliorare le immagini originali. DVD e Blu-ray includono il bonus video This Is The End – 17 minuti di interviste del regista del film Murray Lerner con Robby Krieger, John Densmore e l’allora manager dei Doors Bill Siddons. C’è inoltre un’intervista del 2002 con Ray Manzarek. Lo show fu registrato all’ultimo dei tre Festival all’Isola di Wight (1968, 1969 e 1970), considerato il più grande evento musicale dei suoi tempi, ancor più grande del raduno di Woodstock.

TRACKLISTING

Roadhouse Blues

Band Introduction

Back Door Man

Break On Through (To The Other Side)

When The Music’s Over

Ship Of Fools

Light My Fire

The End (Medley: Across The Sea / Away In India / Crossroad Blues / Wake Up)

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Negrita: Desert Yacht Club, il nuovo album in arrivo il 9 marzo

Ebbene sì, ancora una volta, la California. Per molti versi, molto dell’immaginario con cui ci siamo presentati al mondo più di vent’anni fa era iniziato proprio da lì, per poi trasformarsi in un rapporto che, tra arrivederci e clamorosi ritorni, ci aveva tenuti sempre legati a quei luoghi così densi di mitologia. Sapete come funzionano queste cose, certi amori non finiscono mai“. Così i Negrita cominciano a raccontare il titolo del loro nuovo disco Desert Yacht Club: un vero e proprio omaggio all’omonima oasi creativa fondata da Alessandro Giuliano nel deserto di Joshua Tree in California.

Anticipato dai singoli Adios Paranoia (uscito lo scorso novembre) e da Siamo Ancora qua (uscito il 13 febbraio), Desert Yacht Club , che uscirà il prossimo 9 marzo, è il decimo album in studio della band e contiene undici tracce inedite, scritte e composte dai Negrita e prodotte da Fabrizio Barbacci.

Tracklist

1. Siamo Ancora Qua

2. No Problem

3. Scritto Sulla Pelle

4. Non Torneranno Più

5. Voglio Stare Bene

6. La Rivoluzione E’ Avere 20 Anni

7. Milano Stanotte

8. Ho Scelto Te

9. Adios Paranoia

10. Talkin’ To You (Featuring Ensi)

11. Aspettando L’Alba

I Negrita torneranno a suonare dal vivo il 10 aprile a Bologna, Unipol Arena; il 12 aprile a Roma, Palalottomatica e il 14 aprile a Milano, Mediolanum Forum.

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Lo Stato Sociale: un motivo valido per guardare il festival di Sanremo

di Andrea Crisanti

Al di là dei numeri, dal nostro punto di vista il Festival di Claudio Baglioni ha un grande merito: aver portato sul palco Lo Stato Sociale. Perché, è inutile girarci intorno,  il loro brano Una vita in vacanza è di gran lunga il più interessante tra quelli proposti a Sanremo. Noi li avevamo incontrati qualche tempo fa: ecco uno stralcio di quell’intervista…

Partiamo dal titolo di un vostro singolo, La musica non è una cosa seria. Rino Gaetano disse una frase simile parlando delle sue canzoni e che il ruolo primario della musica deve essere quello di alleggerire e divertire. Partite anche voi con questo concetto?

È profondamente giusto. Qualcosa che diverta e che diverta anche gli altri. Nella festa riuscire a parlare di cose importanti. Trovare la profondità attraverso la leggerezza come Calvino auspicava che fosse la letteratura del terzo millennio.

Cos’è cambiato dagli inizi in cui alternavate canzoni a “chiacchierate” col pubblico?

Se prima era tutto completamente cazzeggio ora abbiamo delle responsabilità più immediate. Il bar continua a essere la migliore palestra de lo stato sociale, ma dobbiamo rispondere a delle richieste più strutturate, la gente viene per le canzoni.

L’Italia peggiore secondo disco, la crisi  dove l’avete lasciata?

Dal nostro primo album Turisti della democrazia a L’Italia peggiore sono cambiate tante cose e le abbiamo veicolate nel senso migliore. Questo album è stato un lavoro meditato e pensato. Ci ha aiutato a mantenere una certa pretesa nei nostri confronti. Infatti dato che siamo in tour da anni ci prenderemo una pausa molto lunga, almeno sei mesi.

Sold out come regola. Rarità per l’indie italiano.

Sorprendente anche per noi. Il successo è quello di Jovanotti, il nostro è un ottimo risultato alla luce della nostra natura che ci vede nascere in un garage. Le cose funzionano quando riesci ad avere un aggregamento umano che funziona. Noi proviamo a fare passi più lunghi delle nostre gambe cercando di andare sempre a vedere cosa sta di fianco per ampliare gli orizzonti musicali.

Nelle vostre canzoni c’è un romanticismo velato che stenta a manifestarsi ma che interpreta una caduta di quella maschera cinica che la nostra società ci impone. Penso a ti amo e vaffanculo ora mi sento più leggero” (dal brano Il sulografo e la principessa ballerina)

Sì, in una società in cui si va sempre di corsa e non c’è tempo per ragionare su sé stessi. Vivendo questo clima culturale non è sempre semplice riuscire a immergersi dentro al proprio sentimento e vivere col giusto disincanto, ma con la giusta aderenza. Questa frase mette in chiaro la verità e vuole scardinare alcune resistenze e arrivare più diretti.

Emilia culla di cantautori e cantanti: da Guccini a Lo Stato Sociale, come si legano queste realtà?

Il grande raccordo tra Guccini, Dalla e i nostri tempi è rappresentato dalla Bologna del ’77: quindi gli Skiantos, i Gaznevada, che hanno rotto col passato intellettuale della città universitaria, creando uno iato da cui è nato un fermento culturale che a Bologna è in espansione. In una città del genere si può attingere e rubare dai migliori.

Mio padre vi odia, mia madre balla quando vi sente. Non una visione edificante, ma il segnale è evidente: dividete e unite a qualsiasi età. Vi aspettavate questo successo?

È una cosa abbastanza sorprendente. Di certo non è una cosa a cui pensiamo mentre scriviamo i testi. Non ci pensiamo intellettuali e non facciamo voli pindarici. Riusciamo a essere rappresentativi di ciò che viviamo e nella maniera più semplice. Per noi il grande risultato è vedere al nostro concerto il ragazzo che si fa tutte le serate per vedere cosa succede e poi viene da noi, oppure la ragazzina di quindici anni che il giorno dopo spende una barca di soldi per i  Mumford and Sons.

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Calcutta: guarda qui il nuovo video di Pesto

Diretto da Francesco Lettieri, è online il nuovo video di Calcutta, Pesto. Dopo Orgasmo, pubblicato lo scorso Dicembre, un altro singolo per il cantautore di Latina, che ha già annunciato due date live per la prossima estate: 21 luglio a Latina (Stadio Francioni) e 6 agosto a Verona (Arena). E’ molto probabile che a queste date se ne aggiungano altre, così come è quasi certo che entro l’estate possa uscire il nuovo album di Calcutta.

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