Laura Gramuglia: Rock in Love, gli amori delle rockstar

rock in love_III_15x22_ne_Layout 1 copia 1Giunto alla sua terza edizione, Rock in Love di Laura Gramuglia (Arcana, 17,50) Laura Gramugliaracconta di 69 storie d’amore con un unico comune denominatore: la musica. Da Elvis e Priscilla a Kurt e Courtney, Rock in Love ci svela, con dovizia di particolari, i grandi amori delle rockstar. Spesso folli e burrascosi, a volte tragici ma mai banali.

Laura, quando e come t’è venuta l’idea di scrivere di storie d’amore rock?

Si tratta di una passione radicata in me fin da bambina. Lo racconto nell’introduzione del libro. Mi chiamo La ragazza della canzone. Se all’inizio tutto ciò che desideravo era diventare la protagonista di un brano o la musa di un autore, ho capito presto che era molto più divertente restare dietro le quinte e andare a dare un’occhiata più da vicino a vite che sembravano davvero avere i contorni di una favola. Le biografie mi appassionano da sempre, alcune superano le fantasie più articolate, per non parlare delle canzoni, che ancora una volta giungono in aiuto per fornire una mappa sentimentale di chi abbiamo di fronte o soltanto nelle orecchie. Anche se è sempre bene ricordare che le canzoni sono più di chi le ascolta che di chi le crea.

69Il libro è alla sua terza edizione: te l’aspettavi?

Nel momento in cui propongo un progetto faccio in modo di crederci tantissimo, è la condizione necessaria affinché le cose funzionino. Dunque posso dirti che non me la aspettavo, ma sì, ci speravo. Mi sono accorta che il pubblico femminile è quello che mi sta regalando più soddisfazioni. Si tratta di storie d’amore, è vero, ma considera che il libro, tra gli scaffali, non si incontra tra i romanzi rosa, il reparto resta quello dedicato alla musica. Ora, alcune librerie nemmeno hanno la sezione musica e anche quando presente molte donne saltano quel settore a piè pari. Il fatto di confrontarmi con un pubblico equamente diviso durante le presentazioni mi riempie di gioia.

Ci racconti le varie evoluzioni di questo progetto? Da quello radiofonico, su Radio Capital c’è l’omonima trasmissione, a quello teatrale…

Ogni storia che ho scritto per il libro è stata riadattata per il format radiofonico. Lo stesso è accaduto ai racconti scritti appositamente per la radio. Sarebbe stato assurdo non sfruttare il potere dell’ascolto e quindi ho dato molto più spazio alla musica suonata e raccontata su Radio Capital. Anche perché ho avuto carta bianca dall’ufficio programmazione e questo mi ha permesso pieno controllo sulla trasmissione. Avendo poi un’intera ora a disposizione mi sono anche divertita ad arricchire ogni vicenda di particolari che sulla carta rischiavo di perdere o di smarrire rispetto alla vastità di una storia che comunque dovevo condensare in poche pagine. Il percorso che mi ha portato a debuttare in teatro invece è stato molto differente. Anche in questo caso si è trattato di un’esperienza più che positiva. In scena mi accompagna una band, Kintsugi, autrice delle musiche originali dello spettacolo. Mi sono occupata personalmente della regia, delle luci, degli inserti audio e video a corredo del live. Attualmente durante le presentazioni del libro creo una sorta di light show acustico con il chitarrista Aldo Betto, che mi permette di muovermi più leggera, soprattutto da un punto di vista logistico. E poi ovviamente c’è in cantiere il format tv, ma in quest’ultimo caso gli step legati alla produzione si moltiplicano e quindi vediamo in futuro come si evolveranno le cose.

67Qual è la storia, tra quelle raccontate, che avresti voluto vivere?

Ho sempre qualche difficoltà a rispondere a questo genere di domanda perché, per quanto possa sembrare assurdo, soprattutto in fase di scrittura, mi sono identificata con ogni storia raccontata. La mia favola ideale è certamente rock, forse perché fin da bambina amavo addormentarmi sul racconto dell’omicidio Lennon. Un po’ strano lo so, ma mio padre si appassionò talmente alla vicenda… Ricordo addirittura che impersonava sia Lennon, che Chapman con la penna in mano prima e la pistola poi. È difficile scegliere una storia in particolare. Lou Reed e Laurie Anderson hanno avuto la fortuna di vivere l’amore dei cinquanta, un amore maturo e coraggioso, al di là dei colpi di testa giovanili. Impossibile anche non desiderare solo per un giorno la vita e gli amori rock di Kate Moss che nel libro affianco a Pete Doherty, ma ho avuto davvero l’imbarazzo della scelta. Non parliamo poi di cosa deve essere stato scorrazzare tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta a bordo di decappottabili lanciate in corsa dai Rolling Stones. O ritrovarsi nei camerini bollenti dei Led Zeppelin. Per farla breve, tutte continuiamo a volere la favola. Per alcune si tratta sempre del bel principe a cavallo di un bianco destriero, per altre di qualcuno con un discreto conto in banca che sale a rapirci dalla scala antincendio, per altre ancora è il rocker che alla fine del concerto ti aspetta con un biglietto di prima classe per la prossima tappa del tour. Anche se, nella maggior parte dei casi, tocca accontentarsi di un passaggio in furgone.

Dagli amori rock allo stile del pop: ci racconti il tuo ultimo libro?

Il mio ultimo scritto, edito per Arcana, si intitola Pop Style – La musica addosso. Si tratta di un viaggio per immagini e parole alla scoperta dell’evoluzione della musica a braccetto con le passerelle, fino all’avvento dello street style. Influenze intercambiabili e momenti di passaggio sostanziali. Gli stili e le mode che hanno fatto epoca, dalla strada ai magazine, passando per i palchi dei maggiori performer del nostro tempo. Così come accaduto per Rock In Love, che mi ha offerto la possibilità di osservare la storia del rock attraverso le passioni più celebri consumatesi sopra, a fianco e dietro il palco, ecco che con Pop Style il filtro è stato lo stile. Non sono un’esperta di moda però, lo dichiaro fin da subito anche nelle prime pagine del libro. Fino a qualche tempo fa non ero assolutamente in grado di distinguere un tacco a cuneo da quello a rocchetto, una borsa Birkin da una Jackie e non avevo la più pallida idea che la sigla LBD celasse quello che all’unanimità è considerato il santo graal dell’armadio di ogni donna: il tubino nero. Però ho sempre tenuto bene a mente i completi di David Bowie durante l’ultimo concerto di Ziggy Stardust, ho sempre saputo dove sono conservate le divise da marching band originali indossate dai Beatles per la copertina di Sgt. Pepper, sorrido quando rivedo Mick Jagger indossare oggi nei live dei Rolling Stones la stessa camicia bianca da paggio sfoggiata a Hyde Park nell’estate del 1969 e potrei fare un ritratto a penna del look di Morrissey al programma televisivo Top Of The Pops in occasione del lancio del singolo William, It Was Really Nothing. Nessuna pretesa di completezza per carità, ma quando è la passione a spingerci incontro alla materia di studio ecco che i fatti si presentano in fila per essere colti e raccontati. Noi siamo solo un tramite.

Laura Gramuglia prosegue il suo tour di presentazione dei suoi libri. Ecco le prossime date:

– Pop Style in ambito rassegna Dieci/Ottavi – 10 giugno, Prato

– Rock In Love, 26 giugno, libreria Ubik a Riccione

– Rock In Love al Lars Rock Festival, 10 luglio (Chiusi) Siena

– Rock In Love al Borgiallo Blues, 11 luglio, con Aldo Betto (Ciriè) Torino

– Pop Style al Jamboree Festival, 8 agosto, Senigallia

Contatti

https://twitter.com/lauragramuglia

https://www.facebook.com/rockinlove.fm

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