Two Fingerz: La Tecnica Bukowski, il nuovo album

Cover albumCharles Bukowski si distingueva dagli altri scrittori e poeti del suo tempo; era un personaggio in controtendenza, che spiegava il mondo dal suo punto di vista, in modo cinico violento e diretto. Le sue metafore sono pugni dritti allo stomaco! Talvolta volutamente sgrammaticati, i suoi testi sono semplici da comprendere e di grande impatto. Noi abbiamo scelto di usare la sua figura per raccontare un tema che ci sembra molto contemporaneo: ‘La poesia al giorno d’oggi non paga’. Un concetto che Bukowski esprime nella maniera più chiara possibile: ‘Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze’. La tecnica Bukowksi è anche questo.” Riassunta in queste righe c’è la sinossi del nuovo album dei TWO FINGERZ (al secolo Daniele Danti Lazzarin) e  Riccardo Roofio Garifo) intitolato appunto La Tecnica Bukowski.

L’album, che sarà disponibile nei negozi e in digitale da lunedì 1 giugno, contiene 13 brani inediti e vede alcune collaborazioni eccellenti: J-Ax (Uomo Nero), Lorenzo Fragola (Matriosca), Madman (B&W contro la crisi), Shade (Mentos & Cola), Vacca (Ho la Hit), Dargen D’Amico & Valentina Tioli (Neve), e Ilaria (Crash test).

L’album sarà in vendita in una doppia versione: Standard e Deluxe (2CD), che include – oltre a La Tecnica Bukowski– anche Danksy, l’album composto da 9 tracce inedite, precedentemente disponibile solo online per un periodo limitato di tempo.

Del primo singolo, Bukowski, è già online anche il video (GUARDA)

Tracklist LA TECNICA BUKOWSKI

1.      Uomo Nero Feat. J-Ax

2.      Mentos e Cola Feat. Shade

3.      Neve Feat. Dargen D’amico & Valentina Tioli

4.      Bukowski

5.      Angeli

6.      Ho La Hit Feat. Vacca

7.      Plastic Man

8.      Fatto Male

9.      Matriosca Feat. Lorenzo Fragola

10.  B&W (Contro La Crisi) Feat. Madman

11.  Lolita

12.  Crash Test Feat. Ilaria

13.  Fino All’alba

Tracklist DANKSY

1.       Uno come Danti Intro feat. Soldanti (Prodotta da Roofio)

2.       Banksy (Prodotto da Roofio)

3.       Come i tamarri feat. Raige (Prodotta da Fire Flowerz)

4.       Il mondo che verrà feat. Babaman & Datura (Prodotta da Fire Flowerz)

5.       Con la bocca feat. Rise Beatbox (Prodotta da Wap)

6.       Babbi & Baby Squillo feat. Shade (Prodotta da Fire Flowerz)

7.       Hard-Monica feat. Fred De Palma

8.       Arrivano gli sbirri feat Shade (Prodotta da Rob 1 One)

9.       B&W (Contro la Crisi) Feat. Dargen D’Amico

Simply Red: Big Love, il nuovo album

big-love-fixedL’attesa è stata lunga, ben otto anni, ma alla fine è stata premiata! Lunedì 1 giugno i SIMPLY RED pubblicano il loro nuovo album, Big Love. “Appena  mi sono chiesto che suono avremmo avuto, ho iniziato a scrivere nuovi brani”, dice Mick Hucknall. Tutti I 12 brani sono stati scritti da Mick Hucknall e prodotti da Andy Wright.

Con Stay, il nostro ultimo album, stavo cercando di scappare dai Simply Red – confessa Mick. Ora mi sento a mio agio con la nozione di noi come band di “blue-eyed soul”. Ho dovuto smettere di lottare contro questa idea. Anche il nostro sound è originale. Onestamente non conosco nessuna altra band che sia riuscita ad unire insieme così tanti “fili” musicali.”

Dall’album sono già stati estratti i singoli The Ghost of Love e Shine On (GUARDA IL VIDEO)

Il prossimo autunno partirà un tour europeo che toccherà anche l’Italia, I Simply Red sono ancora una volta un gruppo di prima qualità.

 Album Track List

1. Shine On

2. Daydreaming

3. Big Love

4. The Ghost Of Love

5. Dad

6. Love Wonders

7. Love Gave Me More

8. Tight Tones

9. WORU

10. Coming Home

11. The Old Man And The Beer

12. Each Day

Lo Stato Sociale: la leggerezza nella profondità

oSTATO SOCIALE0068 copiaIn molti probabilmente li hanno scoperti all’ultimo concerto del primo maggio, a Roma, ma LO STATO SOCIALE, gruppo indie rock di Bologna, è più di quattro anni che gira l’Italia in lungo e in largo in tour. Il loro secondo disco L’Italia Peggiore, uscito lo scorso anno,  ha consolidato lo zoccolo duro dei loro fan e ha rimarcato ancora una volta la loro missione: ricercare un equilibrio perfetto tra festa, divertimento, riflessioni e ragionamenti, cosa che i ragazzi hanno portato anche sul palco del Primo Maggio. “Questo è un aspetto fondamentale de Lo Stato Sociale – ci dice Alberto, beatmaker e paroliere, con cui abbiamo fatto una lunga e interessante chiacchierata – unire il divertimento e portare la festa ad una riflessione più profonda. È una cosa che facciamo da cinque anni e su quel palco ha avuto un’eco maggiore”.

Quel palco e non Taranto. Per questa scelta siete stati anche criticati da alcuni fan…

Ci sono alcune cose difficili da capire per chi non è addetto ai lavori. Le due manifestazioni scelgono loro chi chiamare non il contrario. Se ci fosse stata una doppia richiesta avremmo discusso e avremmo deciso insieme. La cosa importante è capire l’importanza della data del Primo maggio come festa che corona la fatica di tutto un anno di lavoro. Questo vale a Roma, a Taranto e a casa mia.

oSTATO SOCIALE0082 copiaUn dubbio: ho sentito bene quando “Le bottiglie le portano quelli del sindacato, su le mani per Landini!” (segretario della FIOM n.d.r.)”? Qualcuno potrebbe leggerla come una  provocazione dal momento che eravate sul palco della CGIL

Lo facciamo sempre indifferentemente dal palco su cui suoniamo, ma ovviamente in quella occasione ha avuto un valore aggiunto. La spaccatura interna ai sindacati è una loro colpa che ha portato alla degradazione del potere sindacale e a far sì che la difesa dei lavoratori passasse in secondo piano in favore di  un personalismo sterile.

Passiamo alla musica: partiamo dal titolo del vostro ultimo singolo, La musica non è una cosa seria. Rino Gaetano disse una frase simile parlando delle sue canzoni e che il ruolo primario della musica deve essere quello di alleggerire e divertire. Partite anche voi con questo concetto?

È profondamente giusto. Qualcosa che diverta e che diverta anche gli altri. Nella festa riuscire a parlare di cose importanti. Trovare la profondità attraverso la leggerezza come Calvino auspicava che fosse la letteratura del terzo millennio.

Oltre che nei testi, la festa la fate sul palco, dove vi divertite visibilmente. Cos’è cambiato dagli inizi in cui alternavate canzoni a “chiacchierate” col pubblico?

Se prima era tutto completamente cazzeggio ora abbiamo delle responsabilità più immediate. Il bar continua a essere la migliore palestra de lo stato sociale, ma dobbiamo rispondere a delle richieste più strutturate, la gente viene per le canzoni.

L’Italia peggiore secondo disco, la crisi  dove l’avete lasciata?

Dal nostro primo album Turisti della democrazia a L’Italia peggiore sono cambiate tante cose e le abbiamo veicolate nel senso migliore. Questo album è stato un lavoro meditato e pensato. Ci ha aiutato a mantenere una certa pretesa nei nostri confronti. Infatti dato che siamo in tour da anni ci prenderemo una pausa molto lunga, almeno sei mesi.

Sold out come regola. Rarità per l’indie italiano.

Sorprendente anche per noi. Il successo è quello di Jovanotti, il nostro è un ottimo risultato alla luce della nostra natura che ci vede nascere in un garage. Le cose funzionano quando riesci ad avere un aggregamento umano che funziona. Noi proviamo a fare passi più lunghi delle nostre gambe cercando di andare sempre a vedere cosa sta di fianco per ampliare gli orizzonti musicali.

Nelle vostre canzoni c’è un romanticismo velato che stenta a manifestarsi ma che interpreta una caduta di quella maschera cinica che la nostra società ci impone. Penso a ti amo e vaffanculo ora mi sento più leggero” (dal brano Il sulografo e la principessa ballerina)

Sì, in una società in cui si va sempre di corsa e non c’è tempo per ragionare su sé stessi. Vivendo questo clima culturale non è sempre semplice riuscire a immergersi dentro al proprio sentimento e vivere col giusto disincanto, ma con la giusta aderenza. Questa frase mette in chiaro la verità e vuole scardinare alcune resistenze e arrivare più diretti.

LOSTATOSOCIALE05 copiaAvete suonato due canzoni di ETICA ETNICA E PATHOS al concerto dei Post CSI. Com’è nata e soprattutto com’è andata?

È un corteggiamento che è andato avanti ad annusate come i cani. Abbiamo avuto occasione più volte di incontrarci con Giorgio Canali, è nata una stima reciproca e qualche progetto poi saltato per mancanza di tempo. C’è anche un’ appartenenza geografica una emilianità che ci accomuna a livello mentale. Quando hanno deciso di fare il concerto ci hanno chiesto di fare due pezzi il più possibile vicini alla stesura originale. Il concerto è stato bellissimo, un livello molto alto: c’erano Max Collini, Vasco Brondi, Dario Brunori. È stato un bel passaggio di consegne perché sono delle persone con delle qualità umane bellissime. È raro trovare dei cinquantenni di quella stoffa!

Emilia culla di cantautori e cantanti: da Guccini a Lo Stato Sociale, come si legano queste realtà?

Il grande raccordo tra Guccini, Dalla e i nostri tempi è rappresentato dalla Bologna del ’77: quindi gli Skiantos, i Gaznevada, che hanno rotto col passato intellettuale della città universitaria, creando uno iato da cui è nato un fermento culturale che a Bologna è in espansione. In una città del genere si può attingere e rubare dai migliori.

Mio padre vi odia, mia madre balla quando vi sente. Non una visione edificante, ma il segnale è evidente: dividete e unite a qualsiasi età. Vi aspettavate questo successo?

È una cosa abbastanza sorprendente. Di certo non è una cosa a cui pensiamo mentre scriviamo i testi. Non ci pensiamo intellettuali e non facciamo voli pindarici. Riusciamo a essere rappresentativi di ciò che viviamo e nella maniera più semplice. Per noi il grande risultato è vedere al nostro concerto il ragazzo che si fa tutte le serate per vedere cosa succede e poi viene da noi, oppure la ragazzina di quindici anni che il giorno dopo spende una barca di soldi per i  Mumford and Sons.

di Andrea Crisanti

GUARDA IL VIDEO DI IO, TE E CARLO MARX

Andrea Innesto: da Vasco ad Alì

Andrea Innesto Cucchia saxNelle mie canzoni parlo di tradizioni familiari, valori ed emozioni. Racconto me stesso e la realtà che ci circonda attraverso dei “quadri sonori”. Il progetto Diary of a Kid nasce e vive volutamente di grande contaminazione negli stili e si rifà principalmente alla cultura afroamericana con radici nel linguaggio Blues, influenze be-bop, il tutto supportato da ritmiche funk, latin jazz ed afro, con alcune influenze pop rock”.

Così ANDREA INNESTO (detto Cucchia, per i fan di Vasco), sassofonista tra i più apprezzati, presenta il suo primo disco solista di prossima uscita, appunto Diary of a Kid. Il disco verrà anticipato, il prossimo 2 giugno, dal singolo È la melodia che porta Alì, l’unico brando del disco cantato in italiano. “Nel brano È la Melodia che porta Alì  – racconta sempre Innesto – mi sono divertito a giocare anche con le parole “È La Melodia Che Porta Alì” oppure “che porta lì” a Paris, città cosmopolita e rifugio della cultura Jazz afro americana sin dal dopo guerra”.image004

Andrea Innesto è attualmente impegnato, come vocalist e sassofonista di Vasco Rossi, con il quale sarà in tour negli stadi nel corso dell’estate.

www.facebook.com/pages/Andrea-Innesto-Cucchia-Ensemble/342853099242018

https://www.youtube.com/user/AndreaInnestoCHANNEL

AC/DC: Rock Or Bust World Tour

AC DC Publicity Photo Color-61602583_b90 mila biglietti bruciati in soli 5 giorni: sono queste le cifre che testimoniano la spasmodica attesa dei fan italiani per gli AC/DC, che suoneranno a Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari, il prossimo 9 luglio. La data di Imola sarà l’unica in Italia e fa parte del tour europeo che la band sta portando avanti da alcune settimane.

Il Rock Or Bust World Tour  è il primo tour senza Malcom Young, che mesi fa ha lasciato la band per motivi di salute. Al suo posto Stevie Young, nipote dei membri fondatori Angus e Malcolm Young, che ha suonato la chitarra ritmica in Rock or Bust e che accompagna la band sul palco. Inoltre, alla batteria per il tour mondiale Chris Slade, che ha già lavorato nella band tra il 1989 e il 1994 e si è recentemente esibito con gli AC/DC sul palco dei Grammy Awards 2015.

Vintage Trouble_Foto_m

A fare da supporter agli AC/DC, come già nella prima parte del tour europeo, sempre i Vintage Trouble band di Los Angeles composta da Ty Taylor (voce), Nalle Colt (chitarra), Richard Danielson (batteria) e Rick Barrio Dill (basso). I Vintage Trouble inizieranno alle ore 19.30, mentre gli AC/DC alle ore 21.00.

GUARDA IL VIDEO DI ROCK OR BUST

Millencolin: concerto a Igea Marina

millA sette anni dall’uscita del loro ultimo album, i MILLENCOLIN, band punk rock svedese, lo scorso mese hanno finalmente pubblicato un nuovo album, True Brew. “Ci abbiamo messo tutto questo tempo – raccontano – perché avevamo voglia di regalare qualcosa di veramente forte col nuovo disco. Se con gli altri album si andava lontano rispetto alla posizione in cui ci trovavamo, con questo abbiamo scavato in profondità, fino al cuore del genere punk rock delle nostre origini“.

Forte di queste nuove canzoni, la band sarà in Italia il prossimo 14 agosto per un concerto in riva al mare. I ragazzi infatti si esibiranno sulla spiaggia Beky Bay Beach di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini.

INFO LIVE

MILLENCOLIN + Special Guest

14.08.15 | Beky Bay Beach – Bellaria Igea Marina, Rimini

Ingresso in prevendita € 18,00 + d.d.p

Ingresso in cassa € 22,00

Biglietti disponibili attraverso il circuito di prevendita Mailticket a partire dalle ore 10.00 di venerdì 29 maggio e nei circuiti abituali.

Sito ufficiale: www.millencolin.com

Info al pubblico: www.hubmusicfactory.com 

GUARDA IL VIDEO DEL LORO ULTIMO SINGOLO, BRING ME HOME

Pacifico: le mosche tour

Pacifico_foto di Federico Fred Cangianello_3_b«Qualche concerto io e la mia chitarraQualche pensiero che mi ronza intorno, che scaccio con le mani ma non se ne va. Qualche base che sto preparando, rimontando e sminuzzando. Le canzoni rimesse in fila sulle sei corde, ogni tanto archi lontani, pulsazioni leggere. A volte rumori, un po’ di nervosismo. Poi ancora distensione. Forse ospiti, la porta del palco sempre aperta. Pacifico. Solo (?)»

Così PACIFICO scrive riferendosi al suo Le Mosche Tour, che partirà il prossimo 12 giugno da Parma e andrà avanti fino al 31 luglio. Ecco tutte le date: il 12 Giugno al Musica in Castello di Parma, il 13 Giugno al Festival Resilienza di Vicenza, il 20 Giugno al Microcosmi Festival di Comerio – Varese, il 23 Luglio al Fuoriluogo Festival di Asti e il 31 Luglio al Pavese Festival di  Santo Stefano Belbo – Cuneo.

Il cantautore è reduce dal grande riscontro avuto con il  brano Le storie che non conosci, scritto e interpretato con Samuele Bersani e con la partecipazione straordinaria di Francesco Guccini, per l’iniziativa #ioleggoperché (GUARDA IL VIDEO)

Laura Gramuglia: Rock in Love, gli amori delle rockstar

rock in love_III_15x22_ne_Layout 1 copia 1Giunto alla sua terza edizione, Rock in Love di Laura Gramuglia (Arcana, 17,50) Laura Gramugliaracconta di 69 storie d’amore con un unico comune denominatore: la musica. Da Elvis e Priscilla a Kurt e Courtney, Rock in Love ci svela, con dovizia di particolari, i grandi amori delle rockstar. Spesso folli e burrascosi, a volte tragici ma mai banali.

Laura, quando e come t’è venuta l’idea di scrivere di storie d’amore rock?

Si tratta di una passione radicata in me fin da bambina. Lo racconto nell’introduzione del libro. Mi chiamo La ragazza della canzone. Se all’inizio tutto ciò che desideravo era diventare la protagonista di un brano o la musa di un autore, ho capito presto che era molto più divertente restare dietro le quinte e andare a dare un’occhiata più da vicino a vite che sembravano davvero avere i contorni di una favola. Le biografie mi appassionano da sempre, alcune superano le fantasie più articolate, per non parlare delle canzoni, che ancora una volta giungono in aiuto per fornire una mappa sentimentale di chi abbiamo di fronte o soltanto nelle orecchie. Anche se è sempre bene ricordare che le canzoni sono più di chi le ascolta che di chi le crea.

69Il libro è alla sua terza edizione: te l’aspettavi?

Nel momento in cui propongo un progetto faccio in modo di crederci tantissimo, è la condizione necessaria affinché le cose funzionino. Dunque posso dirti che non me la aspettavo, ma sì, ci speravo. Mi sono accorta che il pubblico femminile è quello che mi sta regalando più soddisfazioni. Si tratta di storie d’amore, è vero, ma considera che il libro, tra gli scaffali, non si incontra tra i romanzi rosa, il reparto resta quello dedicato alla musica. Ora, alcune librerie nemmeno hanno la sezione musica e anche quando presente molte donne saltano quel settore a piè pari. Il fatto di confrontarmi con un pubblico equamente diviso durante le presentazioni mi riempie di gioia.

Ci racconti le varie evoluzioni di questo progetto? Da quello radiofonico, su Radio Capital c’è l’omonima trasmissione, a quello teatrale…

Ogni storia che ho scritto per il libro è stata riadattata per il format radiofonico. Lo stesso è accaduto ai racconti scritti appositamente per la radio. Sarebbe stato assurdo non sfruttare il potere dell’ascolto e quindi ho dato molto più spazio alla musica suonata e raccontata su Radio Capital. Anche perché ho avuto carta bianca dall’ufficio programmazione e questo mi ha permesso pieno controllo sulla trasmissione. Avendo poi un’intera ora a disposizione mi sono anche divertita ad arricchire ogni vicenda di particolari che sulla carta rischiavo di perdere o di smarrire rispetto alla vastità di una storia che comunque dovevo condensare in poche pagine. Il percorso che mi ha portato a debuttare in teatro invece è stato molto differente. Anche in questo caso si è trattato di un’esperienza più che positiva. In scena mi accompagna una band, Kintsugi, autrice delle musiche originali dello spettacolo. Mi sono occupata personalmente della regia, delle luci, degli inserti audio e video a corredo del live. Attualmente durante le presentazioni del libro creo una sorta di light show acustico con il chitarrista Aldo Betto, che mi permette di muovermi più leggera, soprattutto da un punto di vista logistico. E poi ovviamente c’è in cantiere il format tv, ma in quest’ultimo caso gli step legati alla produzione si moltiplicano e quindi vediamo in futuro come si evolveranno le cose.

67Qual è la storia, tra quelle raccontate, che avresti voluto vivere?

Ho sempre qualche difficoltà a rispondere a questo genere di domanda perché, per quanto possa sembrare assurdo, soprattutto in fase di scrittura, mi sono identificata con ogni storia raccontata. La mia favola ideale è certamente rock, forse perché fin da bambina amavo addormentarmi sul racconto dell’omicidio Lennon. Un po’ strano lo so, ma mio padre si appassionò talmente alla vicenda… Ricordo addirittura che impersonava sia Lennon, che Chapman con la penna in mano prima e la pistola poi. È difficile scegliere una storia in particolare. Lou Reed e Laurie Anderson hanno avuto la fortuna di vivere l’amore dei cinquanta, un amore maturo e coraggioso, al di là dei colpi di testa giovanili. Impossibile anche non desiderare solo per un giorno la vita e gli amori rock di Kate Moss che nel libro affianco a Pete Doherty, ma ho avuto davvero l’imbarazzo della scelta. Non parliamo poi di cosa deve essere stato scorrazzare tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta a bordo di decappottabili lanciate in corsa dai Rolling Stones. O ritrovarsi nei camerini bollenti dei Led Zeppelin. Per farla breve, tutte continuiamo a volere la favola. Per alcune si tratta sempre del bel principe a cavallo di un bianco destriero, per altre di qualcuno con un discreto conto in banca che sale a rapirci dalla scala antincendio, per altre ancora è il rocker che alla fine del concerto ti aspetta con un biglietto di prima classe per la prossima tappa del tour. Anche se, nella maggior parte dei casi, tocca accontentarsi di un passaggio in furgone.

Dagli amori rock allo stile del pop: ci racconti il tuo ultimo libro?

Il mio ultimo scritto, edito per Arcana, si intitola Pop Style – La musica addosso. Si tratta di un viaggio per immagini e parole alla scoperta dell’evoluzione della musica a braccetto con le passerelle, fino all’avvento dello street style. Influenze intercambiabili e momenti di passaggio sostanziali. Gli stili e le mode che hanno fatto epoca, dalla strada ai magazine, passando per i palchi dei maggiori performer del nostro tempo. Così come accaduto per Rock In Love, che mi ha offerto la possibilità di osservare la storia del rock attraverso le passioni più celebri consumatesi sopra, a fianco e dietro il palco, ecco che con Pop Style il filtro è stato lo stile. Non sono un’esperta di moda però, lo dichiaro fin da subito anche nelle prime pagine del libro. Fino a qualche tempo fa non ero assolutamente in grado di distinguere un tacco a cuneo da quello a rocchetto, una borsa Birkin da una Jackie e non avevo la più pallida idea che la sigla LBD celasse quello che all’unanimità è considerato il santo graal dell’armadio di ogni donna: il tubino nero. Però ho sempre tenuto bene a mente i completi di David Bowie durante l’ultimo concerto di Ziggy Stardust, ho sempre saputo dove sono conservate le divise da marching band originali indossate dai Beatles per la copertina di Sgt. Pepper, sorrido quando rivedo Mick Jagger indossare oggi nei live dei Rolling Stones la stessa camicia bianca da paggio sfoggiata a Hyde Park nell’estate del 1969 e potrei fare un ritratto a penna del look di Morrissey al programma televisivo Top Of The Pops in occasione del lancio del singolo William, It Was Really Nothing. Nessuna pretesa di completezza per carità, ma quando è la passione a spingerci incontro alla materia di studio ecco che i fatti si presentano in fila per essere colti e raccontati. Noi siamo solo un tramite.

Laura Gramuglia prosegue il suo tour di presentazione dei suoi libri. Ecco le prossime date:

– Pop Style in ambito rassegna Dieci/Ottavi – 10 giugno, Prato

– Rock In Love, 26 giugno, libreria Ubik a Riccione

– Rock In Love al Lars Rock Festival, 10 luglio (Chiusi) Siena

– Rock In Love al Borgiallo Blues, 11 luglio, con Aldo Betto (Ciriè) Torino

– Pop Style al Jamboree Festival, 8 agosto, Senigallia

Contatti

https://twitter.com/lauragramuglia

https://www.facebook.com/rockinlove.fm

Brandon Flowers: il leader dei The Killers in Italia

Brandon Flowers (Photo Cant Den)

Brandon Flowers (Photo Cant Den)

Il prossimo 5 giugno, BRANDON FLOWERS, leader dei The Killers, sarà in Italia per l’unica tappa italiana del suo tour al Fabrique di Milano.

Sarà quella l’occasione per ascoltare dal vivo i brani del suo secondo disco solista, The Desired Effect, uscito martedì 19 maggio. L’album, secondo quanto affermato dallo stesso artista alla rivista musicale NME, “è assolutamente diverso da Flamingo (uscito nel 2010, ndr), il mio primo lavoro“.

LA TRACKLIST 

“Dreams come true”, “Can’t deny my love”, “I can change”, “Still want you”, “Between me and you”, “Lonely town”, “Diggin’ up the heart”, “Never get you right”, “Untangled love”, “The way it’s always been”.

Il secondo disco di Brandon è stato anticipato dal singolo Can’t deny my love, di cui è disponibile anche il video (GUARDA)