Van Morrison: Duets: Re-Working The Catalogue, il nuovo album

Van Morrison bassaArriva un punto nella carriera di un artista in cui si sente il bisogno di fare un bilancio della propria attività, tracciare dei confini, guardarsi indietro per poi andare avanti. E’ quello che ha fatto il grande VAN MORRISON, 70 anni il prossimo 31 agosto, con Duets: Re-Working The Catalogue, appena pubblicato. È il suo 35° album in studio ed è stata l’occasione per l’artista irlandese di ripercorrere la sua carriera insieme ad alcuni amici. “Ho già fatto duetti con John Lee Hooke, Tom Jones e Ray Charles ma questo progetto – ha spiegato Van Morrison – non è nato solo dalla voglia di divertirmi a cantare insieme ad artisti che ammiro, ma anche dal desiderio di rivisitare canzoni che non sono molto conosciute. Volevo fare un disco come questo fin dal 2000 ma era difficile mettere insieme le persone giuste. Bisognava curare sia la parte creativa che quella logistica.

Un grande Dream Team

Con lui in questa sorta di viaggio durato più di un anno, un gruppo di artisti straordinari. Una sorta di dream team che va da Joss Stone che interpreta Wild Honey, ai rocker anni ’60 come P.J.Proby o Michael Bublè in Real Real Gone. Ma anche George Benson, la leggenda del jazz R&B, Marvin Staples, Gregory Porter che rievoca l’immenso Count Basie, Natalie Cole e, ancora, Mark Knopfler e Mick Hucknall, Steve Winwood, Chris Farlowe e Clare Teal, e Shana Morrison figlia di Van Morrison, che duetta con suo padre. Un mix che rappresenta anche la capacità di aver saputo creare una sorta di ponte ideale tra generazioni.

Van Morrison-Duets_ coverUna sfida vinta

Un progetto che si è trasformato poi in una grande sfida questo Duets: Re-Working The Catalogue come conferma lo stesso cantautore polistrumentista irlandese: “È stato molto difficile. Non è difficile soltanto scegliere gli artisti perché ce ne sono tanti ma anche scegliere le canzoni. Siamo partiti da un repertorio di oltre 350 brani. In genere non amo tornare su materiale vecchio, a meno che non voglia rifarlo oppure fare un arrangiamento diverso, nuovo. Ho potuto contare comunque sugli artisti che hanno collaborato con me sulla loro grande professionalità. Anche loro come me ci sono passati tante volte. Scelgono la canzone e via. Senza esitazioni. Non c’è meditazione. È  la differenza che sta tra l’approccio jazz o R&B rispetto a quello rock”.

 

 

 

 

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